Che il raffreddore si possa prendere per contagio è risaputo. Quello che resta da chiarire, tuttavia, è il percorso fatto dal virus per arrivare a tutti i membri presenti in un ambiente chiuso.

Christopher Andrewes, della Common Cold Research Unit, diede vita ad una singolare quanto efficace sperimentazioni in merito.

Applicando un liquido fluorescente, simile al muco, sul naso di un uomo, lasciò quest’ultimo in una stanza con altre persone.

Dopo alcune ore ed un’estenuante partita a poker, una luce ultravioletta evidenziò come tale sostanza si fosse diffusa sui volti di tutti i volontari. Evidentemente, vicinanza e umidità avevano favorito la diffusione del contagio in quel caso innocuo.

D’altro canto, un ruolo fondamentale nella trasmissione del virus lo gioca sicuramente l’utilizzo delle mani, veicolo di malattie.

È stato stimato, infatti, che ogni cinque minuti ci portiamo le mani al viso per ben tre volte e in un’ora ci tocchiamo il naso continuamente. Diventa perciò necessario osservare una corretta ed attenta igiene che limiti il più possibile qualsiasi forma di contagio.