“L’uomo passa la prima metà della vita a rovinarsi la salute, e la seconda metà a guarirsi”: la provocazione di Joseph Leonard poggia su basi di assoluta verità. E vale anche per la più “banale” (ma non tanto) delle malattie: anche nel caso del raffreddore, infatti, la più probabile causa per cui ci si ammala è, appunto, lo stress.

Molti sintomi, in effetti, si verificano poco prima o poco dopo eventi emotivamente importanti, eventi che in qualche modo turbano la nostra serenità, sovraccaricandoci di ansia ed eccitazione.

Analoghe considerazioni si potrebbero fare quando si è sotto stress per troppo lavoro o per qualsiasi altro genere di occupazione: si pensi, per esempio, ad atleti che preparano una gara e che vivono lo stress di dover essere al top della loro condizione proprio in un determinato giorno, quello in cui si giocano tutto…

D’altro canto, non sempre il raffreddore si fa sentire una volta contagiati dal virus.

Il ritardo nella comparsa del raffreddore è dovuto al periodo di incubazione che il virus deve osservare, vale a dire il lasso di tempo che intercorre tra l’esposizione ad un agente infettivo e il manifestarsi dei sintomi della malattia, un tempo che, stimabile in alcuni giorni, tuttavia varia da individuo a individuo, a seconda delle sue condizione organiche generali.