Durante la prigionia in un campo di concentramento tedesco, lo scrittore polacco Stanislaw Jerzy Lec giustificò con queste parole il lento sgretolamento delle sue ossa: «Chissà come moriva la gente prima dell’invenzione di tante malattie».

Oggi il raffreddore nei Paesi in via di sviluppo può avere effetti collaterali letali.

Nel Terzo Mondo, infatti, ammalarsi spesso vuol dire morire.

Questo accade principalmente a causa di un indebolimento del sistema immunitario già precario specie nei bambini che non hanno sostentamenti sufficienti alla sopravvivenza.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le infezioni da raffreddore comune sono alterate e complicate da più pericolose infezioni batteriologiche, quelle, per intenderci, provocate da degradanti condizioni igienico-sanitarie di corpicini fragili e denutriti.

L’igiene è dunque la prima arma a nostra disposizione per contrastare il diffondersi di ogni forma di contagio, raffreddore compreso.